La PERA PICCIOLA , un FRUTTO DIMENTICATO

  Intere generazioni di  “badenghi” si sono sfamati con la pera picciola,fin oltre il dopoguerra . Chi ha tra i settanta e gli ottanta anni se la ricorda bene;chi viaggia sui 50 anni ha dei vaghi ricordi dei nonni che bollivano sulle stufe pentole con castagne e pere;dai trenta anni in giù è sconosciuta anche agli stessi badenghi ,oltre che ovviamente a chi non frequenta o frequentava il Monte Amiata.

Ma dai primi anni del 2000 c’è un rinnovato interesse per questo frutto ,che in gergo attuale è multitasking: è un FRUTTO da mangiare cotto  –  ci si ottiene una bevanda:Il RATAFIA’- si può utilizzare in cucina in ANTIPASTI, PRIMI,SECONDI,CONTORNI e perfino DOLCI.

Tutto questo ha fatto si che in data 19/4/2010 si costituisse l’ ASSOCIAZIONE CULTURALE “pera picciola” che tra i propri scopi ha la salvaguardia ed il rilancio del frutto,ma anche di tutte le biodiversità locali che si sono dimostrate resistenti alle malattie , alle aggressioni parassitarie, agli attacchi crittogamici e che per questo potrebbero rivelarsi risposte alternative e naturali alle modificazioni genetiche (OGM).

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